Come mettere in regola una colf

Per ricevere un aiuto in casa si affida la gestione della vita domestica alle colf, figure professionali in grado di occuparsi di tutto in modo molto efficiente. Dai piccoli ai grandi lavori, è sempre più frequente incontrare collaboratrici domestiche che si occupano di cucinare, fare il bucato, stirare, pulire e rassettare casa, lavori necessari ma che richiedono tempo. Prima di instaurare questo rapporto di lavoro è necessario capire come mettere in regola la colf, beneficiando del suo aiuto senza incorrere in sanzioni.

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Documentazione necessaria per assunzione colf \ badanti

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Il servizio di consulenza e assistenza CSF Milano per regolarizzare badanti, colf e baby-sitter, viene erogato su appuntamento presso il centro di Corso di Porta Vittoria 43, Milano. È possibile prenotare telefonando al numero 02540211, dal lunedì al venerdì dalle 900 alle 1230 e dalle 1330 alle 1730.

Il CSF Milano mette a disposizione esperti del settore che aiutano a stabilire il rapporto di lavoro e si occupano di redigere la documentazione necessaria da presentare agli enti competenti. Il nostro servizio si completa con il supporto costante al datore di lavoro per quanto riguarda la compilazione MAV per il versamento dei contributi all’INPS, il calcolo del TFR e della liquidazione.

Come regolarizzare una colf

Si definiscono lavoratori domestici tutti coloro che prestano il loro servizio con lo scopo di far funzionare la vita familiare. Dunque, rientrano in questa categoria, oltre le colf, anche le badanti, i cuochi, le baby sitter, i giardinieri e gli autisti. Come per ogni altra tipologia di lavoro, l’assunzione di un lavoratore domestico è determinata da una procedura imposta al datore di lavoro per non incorrere in sanzione.

Regolarizzare una colf infatti significa essere tutelati in caso di infortuni, incidenti e qualsiasi altro imprevisto possa capitare. Tra i costi da calcolare, oltre lo stipendio mensile da garantire, ci sono i contributi INPS, la tredicesima e il TFR. I costi sono variabili e sono determinati soprattutto dalla natura della collaborazione: la colf avrà vitto e alloggio gratuito in casa? Part-time o full time? Queste sono solo tre esempi di possibili variabili che entrano in gioco quando ci si impegna a mettere in regola una colf.

Prima dell’assunzione è necessario reperire i documenti e adempiere agli obblighi che variano a seconda del Paese di provenienza del lavoratore; a questo punto è possibile formalizzare l’assunzione del lavoratore domestico stipulando il contratto scritto.
Dopo l’assunzione, l’INPS aprirà una posizione assicurativa e provvederà ad inviare i MAV al datore di lavoro per il versamento dei contributi. Tali contributi, permetteranno alla colf di accedere ad una serie di prestazioni assicurative e pensionistiche.

Come pagare una colf

In base all’inquadramento del lavoratore domestico, è possibile scegliere tra diversi metodi di pagamento. Ad esempio,
Il contratto di lavoro a chiamata (job on call) per persone al di sotto dei 24 anni o sopra i 55 anni, prevede un massimo di 400 giornate di lavoro in 3 anni in cui il datore può chiedere prestazioni lavorative solo quando ne ha necessità. In particolare, questo contratto di lavoro intermittente può essere con o senza obblighi di chiamata. In questo caso il lavoratore è tutelato solo nei periodi di lavoro effettivo
Il contratto per collaborazione esterna in cui il lavoratore presta servizio in via continuativa senza obblighi particolari nei riguardi del datore di lavoro
Il contratto a tempo determinato, utile se si prevede una data di scadenza delle prestazioni di lavoro della colf, o per le sostituzioni di maternità / ferie.
Il part-time classico ovvero un rapporto con il lavoratore solo in terminati giorni e fasce orarie.

Le modalità di pagamento di una colf sono dunque molto diverse e le possibilità sono determinate dalla tipologia di rapporto che si vuole instaurare con questa particolare figura professionale. Per ricevere maggiori informazioni e per capire come mettere in regola una colf, è possibile contattare gli esperti di CSF Milano.

Attenzione!

Per tutti i lavoratori extracomunitari (conviventi e non conviventi) e per i lavoratori neocomunitari ed italiani (conviventi) è necessaria la dichiarazione di ospitalità e di cessioni di fabbricato rilasciata dal Comune.

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